PROGETTO
di
SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’
Associazioni / Coop.ve & Comune
- Ottobre 2003 -
Premessa
Il presente progetto nasce all’interno del
tavolo di lavoro tra Comune e Associazioni (composto
dai referenti del Servizio Sociale, dall’Equipe
Affidi, dai referenti delle Associazioni e Cooperative
che operano nel settore minori), tenuto conto sia
dei bisogni delle famiglie rilevati dal Servizio Sociale
e dal Terzo Settore, sia dei risultati dei precedenti
interventi sull’affido e sul sostegno alla genitorialità.
Il progetto è costituito da due aree di intervento,
all’interno delle quali si evidenziano diverse
tipologie di ‘azioni’:
- Area del “sostegno
alla genitorialità”, all’interno
della quale è possibile effettuare un lavoro
di prevenzione sui nuclei problematici, al fine
di evitare un allontanamento ‘futuro’
del minore dalla famiglia d’origine.
Azioni
1a) Affiancamento di famiglie tutor ai nuclei problematici
1b) Colloqui di sostegno alla genitorialità
1c) Creazione di gruppi di mutuo aiuto per genitori,
guidati da un consulente esterno
- Area dell’affido,
all’interno della quale viene effettuato un
lavoro di: valutazione delle situazioni dei minori
e della tipologia di affido necessaria; di individuazione,
formazione e accompagnamento delle famiglie affidatarie;
di sostegno delle famiglie d’origine.
Azioni
2a) Affido residenziale
2b) Affido diurno
2c) Tirocinio per le famiglie che intraprendono
l’iter per l’affido
I bisogni
Da una riflessione congiunta degli operatori, che
a diverso titolo operano nel sociale, emergono i seguenti
bisogni:
- i nuclei problematici vivono in una condizione
di solitudine, a causa della povertà delle
reti di riferimento e presentano bisogni di accudimento
e di supporto educativo; necessitano di essere accompagnate/affiancate
da ‘famiglie tutor’ e/o di intraprendere
un percorso di sostegno alla genitorialità;
- le famiglie affidatarie a volte ‘falliscono’
nel loro percorso di accoglienza di un minore se
non sono adeguatamente supportate; hanno bisogno
di essere sostenute da un punto di vista psico-pedagogico;
- le famiglie che intraprendono l’iter per
l’affido presentano spesso ‘grosse difficoltà’,
evidenziando la necessità di effettuare un
percorso di ‘consapevolezza’ dei propri
limiti e delle proprie risorse, anche attraverso
un periodo di ‘tirocinio’ in una struttura
per minori;
- le famiglie d’origine dei minori temporaneamente
‘allontanati’ non sono ‘sostenute’
da un punto di vista psico-pedagogico e questo rende
difficile, o forse impossibile, quel processo di
cambiamento necessario per il reintegro del minore
nella propria famiglia.
Azioni
Nelle fasi “valutativa e conoscitiva”
delle situazioni problematiche e in quella “progettuale”
dell’intervento da effettuare, si rende necessario
un confronto tra i diversi operatori del servizio
sociale e del terzo settore, affinché possa
essere elaborata una riflessione condivisa sui bisogni
dei diversi nuclei e costruito ‘un pensiero
comune’ sulle modalità d’intervento.
A tale scopo saranno effettuati incontri congiunti
tra assistenti sociali ed operatori delle associazioni/cooperative
per progettare i nuovi interventi e verificare quelli
effettuati all’interno dei precedenti progetti.
1. Area del “sostegno
alla genitorialità”
1a) Affiancamento di famiglie
tutor ai nuclei problematici
Finalità
- Creare una rete integrata di famiglie tutor per
sostenere le situazioni di bisogno dei nuclei problematici
- Creare una relazione significativa tra gli adulti
della rete e le persone in difficoltà
Obiettivi
- Formare le famiglie tutor sulla relazione d’aiuto
e sulle modalità d’accoglienza dei
nuclei problematici;
- Supportare le singole famiglie tutor nel loro
percorso di ‘accoglienza’
Modalità d’intervento
Per quanto concerne la ‘rete’ di famiglie
tutor, ciascuna associazione è responsabile
della formazione della propria ‘rete’
e ne garantisce un’adeguata preparazione per
il sostegno a nuclei problematici.
a. L’assistente sociale o un operatore delle
associazioni presentano al referente del progetto
la situazione problematica;
b. Il consulente individua la famiglia tutor ed
insieme all’assistente sociale le presenta
i bisogni del nucleo problematico;
c. Il consulente incontra insieme alla famiglia
tutor il nucleo da ‘supportare’ per
creare un rapporto di fiducia tra le due famiglie;
d. La famiglia supportata viene inviata al percorso
di sostegno alla genitorialità (1.b), in
quanto i bisogni concreti sono la ‘prima’
espressione di bisogni profondi ancora da riconoscere;
e. Il consulente incontra ogni 3 settimane e al
bisogno la famiglia tutor;
f. Il consulente, la famiglia tutor, la famiglia
in difficoltà e l’assistente sociale
si incontrano trimestralmente per verificare l’efficacia
dell’intervento
g. il consulente tiene aggiornata la documentazione
degli incontri
(consulente ed assistente sociale lavorano in stretta
collaborazione confrontandosi ‘al bisogno’)
1b) Colloqui di sostegno
alla genitorialità
Finalità
- creare un setting per l’ ascolto attivo
dei genitori con problemi
Obiettivi
- creare un rapporto di fiducia tra genitore ed
operatore (aggancio)
- favorire un processo di consapevolezza dei problemi
e offrire degli ‘strumenti’ per affrontarli
Modalità d’intervento
a. L’assistente sociale o i referenti dell’associazioni
presentano al tavolo di lavoro la situazione problematica;
b. l’assistente sociale o il referente dell’associazione,
che conoscono il nucleo problematico, danno al genitore
le informazioni necessarie per mettersi in contatto
con il consulente;
c. il genitore telefona al consulente per prendere
un appuntamento;
d. il consulente incontra settimanalmente o quindicinalmente
il genitore per un max di 7/8 colloqui;
e. il consulente tiene aggiornata la documentazione
dei colloqui;
f. al termine dei colloqui consulente ed assistente
sociale verificano il percorso effettuato dal genitore
(qualora il genitore non sia in carico al servizio
sociale sarà effettuata una relazione valutativa
del percorso effettuato e consegnata a Franca Zibordi
per il monitoraggio e la
rendicontazione)
(consulente ed assistente sociale lavorano in stretta
collaborazione confrontandosi ‘al bisogno’)
1c) Creazione di gruppi di
mutuo aiuto
Finalità
- aiutare i genitori a riflettere sulla propria
esperienza attraverso lo scambio con gli altri;
- scoprire e valorizzare le proprie potenzialità
- attivare un processo di ricerca ed autoeducazione
dei veri bisogni del bambino e dell'adulto coinvolti
nella relazione genitore/figlio
Modalità d’intervento
Gli incontri, condotti da un consulente, si svolgono
ogni 15 giorni per 2 ore, attraverso brevi introduzioni
teoriche, esercitazioni di gruppo e scambio di esperienze
tra i partecipanti. (da 8 a 15 persone). La funzione
dell'operatore all'interno del gruppo è in
parte formativa (dare input su come affrontare il
compito educativo) e in parte ha lo scopo di facilitare
la comunicazione e la relazione tra i partecipanti.
L'obiettivo dell'operatore è quello di aiutare
il gruppo a crescere 'verso l'autonomia' affinché
la sua presenza non sia più necessaria.
Gli operatori che seguono le azioni di quest’area
d’intervento si ritrovano mensilmente, con uno
psicoterapeuta consulente scelto dalle associazioni,
per la supervisione dei casi.
Costi (indicativamente definiti su
un periodo di 10 mesi)
1a) Affiancamento di famiglie tutor
ai nuclei problematici
| 2 incontri iniziali * 1,5 ore |
€ 108,00 (€ 36,00 * 1.5) * 2 |
| 15 incontri con fam. Tutor * 1.5 ore |
€ 810,00 (€ 36,00 * 1.5) * 15 |
| 4 incontri con ass.soc. *1.5 |
€ 216,00 (€ 36,00 * 1.5) * 4 |
Colloqui per la famiglia supportata
7 colloqui *1.5 ore |
€ 378,00 (€ 36,00 *1.5)* 7 |
| |
€ 1512,00
(per 1 famiglia) |
1b) Colloqui di sostegno alla genitorialità
| 8 colloqui con il genitore + documentazione
|
€ 432,00
(€ 36,00 * 1.5 ore) * 8 colloqui |
| |
€ 432,00
(per 1 genitore) |
1c) Creazione di gruppi di mutuo
aiuto
2 incontri mensili di 2 ore, per
10 mesi |
€ 1440,00
(€ 36,00 * 2 ore) * 2 incontri mensili *
10 mesi |
| |
€ 1440,00
(per 1 gruppo) |
Ai costi di queste 3 azioni vanno
aggiunti, per 10 mesi, i seguenti costi fissi
Supervisione/coordinamento/monitoraggio
(per tutti i casi seguiti nelle 3 azioni)
1 incontro mensile * 2 ore * 10 mesi |
€ 1100,00
(€ 55,00 * 2 ore) * 10 incontri - psicoterapeuta
€ 3600,00
(€ 36,00 * 2 ore) * 5 consulenti * 10 incontri |
| COSTO ORARIO OPERATORI: |
Consulente € 36,00
Psicoterapeuta € 55,00 |
2. Area dell’affido
2 a-b) Affido diurno & residenziale
SENSIBILIZZARE ALL’ACCOGLIENZA
Finalità
- Trovare famiglie disponibili all’affido
di ‘breve’ o ‘lunga’ durata
Obiettivi
- rilevare e far conoscere i bisogni dei minori
e delle famiglie in difficoltà che vivono
nel nostro territorio;
- informare sulle diverse modalità dell’affido,
tra le quali quello dell’affido diurno e dell’affido
residenziale;
Modalità d’intervento
- fare una campagna informativa di volantinaggio;
- realizzare alcuni incontri di quartiere con consulenti
per l’affido, nelle zone con un maggiore numero
di nuclei in difficoltà;
*Le famiglie contatteranno direttamente le Ass.ni
utilizzando il recapito indicato nel volantino.
CONOSCENZA DELLE FAMIGLIE
Finalità
- Conoscere la famiglia e valutarne l’idoneità
Obiettivi
- verificare le motivazioni all’affido
- ‘analizzare’ le risorse e i limiti
della coppia e del nucleo familiare
- conoscere la disponibilità ‘concreta’
(tempi)
- inviarla al percorso per l’affido
- proporre un periodo di tirocinio
Modalità d’intervento
- Per l’affido diurno:colloquio con uno psicologo
e un consulente per l’affido delle associazioni
- Per l’affido residenziale: invio all’équipe
affido del servizio sociale per intraprendere il
percorso per l’affido ed il tirocinio
ABBINAMENTO PER L’AFFIDO
DIURNO
Finalità
- Individuare la famiglia più idonea a rispondere
ai bisogni del minore segnalato
Obiettivi
- raccogliere i bisogni
- effettuare gli abbinamenti
Modalità
- Il tavolo di lavoro raccoglie i bisogni dei nuclei
problematici e valuta, insieme all’assistente
sociale referente del ‘caso’, il tipo
di intervento da effettuare (affido diurno/residenziale/sostegno
alla genitorialità);
- Il consulente per l’affido delle associazioni
valuta gli abbinamenti possibili, facendo i colloqui
con le famiglie disponibili all’affido; individuata
la famiglia, il consulente si confronta con l’assistente
sociale sul possibileabbianamento;
- il consulente presenta la situazione all’operatore
delle associazioni che seguirà la famiglia
affidataria, mentre la famiglia d’origine
sarà seguita, parallelamente, dall’assistente
sociale;
- l’operatore incontra la famiglia affidataria
per prepararla all’accoglienza;
- l’ assistente sociale presenta alla famiglia
affidataria e all’operatore i genitori del
minore (per evitare incomprensioni è stato
utilizzato il termine “operatore” per
il consulente dell’associazioni che seguirà
la situazione di affido)
* Essendo l’istituto dell’affido di competenza
del Comune di Forlì, si ritiene indispensabile
la presenza dell’assistente sociale che segue
il caso in precisi momenti di incontro.
CONSULENZA ALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE
E ALLE FAMIGLIE D’ORIGINE
Finalità
a. Offrire un sostegno psico-pedagogico alle famiglie
affidatarie
b. Promuovere il cambiamento nelle famiglie d’origine
Obiettivi
a. Aiutare la coppia ad affrontare le difficoltà
relazionali con il minore affidato e la famiglia
di origine
a. sostenere la coppia nella costruzione di un
nuovo ‘equilibrio familiare’
a. aiutare la coppia a monitorare le aspettative
nei confronti del minore
b. accompagnare la famiglia d’origine in
un percorso di consapevolezza dei propri limiti
e dei motivi che hanno portato all’allontanamento
del minore;
b. aiutare la famiglia d’origine ad acquisire/rafforzare
le competenze genitoriali;
Modalità
a. Il consulente incontra la famiglia affidataria
indicativamente ogni 15 gg, per un tempo di circa
1.5 ora, per i primi 6 mesi; successivamente 1 volta
al mese e/o al bisogno
b. L’ass.soc. incontra la famiglia d’origine
periodicamente, per il tempo necessario al reinserimento
del minore o alla definizione di un nuovo progetto
b. L’assistente sociale incontra il minore
periodicamente
a. Il consulente si incontra trimestralmente l’assistente
sociale per il monitoraggio del progetto di affido
(il punti alla lettera ‘b’ riguardano
l’assistente sociale)
2.c) Tirocinio per le famiglie
Obiettivi
b. accompagnare la coppia disponibile all’affido
nel percorso di conoscenza della struttura e di
esperienza di relazione con minori durante il periodo
di tirocinio
Modalità d’intervento
c. il consulente incontra la coppia prima del tirocinio
per analizzarne le aspettative, le preoccupazioni
e per esplicitare le caratteristiche del tirocinio;
d. il consulente accompagna la coppia in struttura
e la presenta al coordinatore, con il quale vengono
stabiliti i tempi e le modalità del tirocinio;
e. Il consulente incontra la coppia 1 volta al
mese e/o al bisogno per verificarne l’esperienza;
f. Al termine del tirocinio il consulente presenta
all’èquipe affidi del Comune la propria
valutazione sul percorso effettuato dalla coppia.
(Il tempo del tirocinio può variare da 3 a
6 mesi a seconda dei tempi di percorso della coppia)
Gli operatori che seguono le azioni di quest’area
d’intervento si ritrovano mensilmente con uno
psicoterapeuta consulente scelto dalle associazioni
per la supervisione dei casi.
Costi (indicativamente definiti su
un periodo di 10 mesi)
2 a-b) Affido diurno & residenziale
SENSIBILIZZARE ALL’ACCOGLIENZA
| stampa dei volantini e delle locandine |
€ 1500,00 |
| Incontri di quartiere |
€ 288,00 (€ 36,00 x 2 ore) * 4 quartieri
|
| |
€ 1788,00 |
CONOSCENZA DELLE FAMIGLIE
| Colloquio di conoscenza per 1 famiglia |
Psicologo € 45,00 all'ora
Consulente € 36,00 all'ora |
| |
€ 81,00 |
ABBINAMENTO PER L’AFFIDO
DIURNO
| Colloqui con le famiglie disponibili all’affido |
€ 54,00 (€ 36,00 * 1.5 ore)
1 colloquio = 1,5 ore |
| Incontro con l’assistente sociale |
€ 36,00 (€ 36,00 * 1 ora) |
| incontro con l’operatore che seguirà
la ‘situazione’ d’affido |
€ 54,00 (€ 36,00 * 1,5 ore) |
| incontro del consulente con la famiglia affidataria
per prepararla all’accoglienza |
€ 54,00 (€ 36,00 * 1,5 ore) |
| Incontro con ass.soc., fam, affidataria
e fam. d’origine |
€ 72,00 (€ 36,00 * 2 ore) |
| |
€ 270,00
(tale importo può variare in base al numero
dei colloqui iniziali) |
CONSULENZA ALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE
E ALLE FAMIGLIE D’ORIGINE
Colloqui con famiglia affidataria
di 1,5 ore
1 colloquio ogni 15 gg
(per i primi 6 mesi)
1 colloquio al mese
(per i mesi successivi) |
€ 864,00
(€ 36,00 * 1,5 ore) * 16 colloqui |
| Incontri trimestrali con l’assistente
sociale di 1,5 ore |
€ 216,00 (€ 36,00 * 1,5 ore) * 4 incontri |
| |
€ 1080,00 |
2 c) Tirocinio per le famiglie
| 1° incontro di analisi delle
aspettative |
€ 54,00 (€ 36,00 * 1,5 ore) |
| Incontro in struttura con il coordinatore |
€ 54,00 (€ 36,00 * 1,5 ore) |
| Incontri mensili di verifica |
€ 324,00 (€ 36,00 * 2 ore) * 6
incontri
|
| Incontro con l’équipe affidi |
€ 54,00 (€ 36,00 * 1,5 ore) |
| |
€ 486,00 |
Ai costi di queste 3 azioni vanno
aggiunti, per 10 mesi,i seguenti costi fissi
Supervisione/coordinamento/monitoraggio
(per tutti i casi seguiti nelle 3 azioni)
1 incontro mensile * 2 ore * 10 mesi |
€ 1100,00
(€ 55,00 * 2 ore) * 10 incontri - psicoterapeuta
€ 3600,00
(€ 36,00 * 2 ore) * 5 consulenti * 10 incontri |
| COSTO ORARIO OPERATORI: |
Consulente € 36,00
Psicoterapeuta € 55,00 |
Tempi e modalità di verifica
del progetto
Il progetto prevede, per il primo trimestre, un monitoraggio
mensile di 2 ore per la raccolta dei bisogni e la
verifica degli interventi, con tutti gli operatori
coinvolti nelle diverse fasi delle due aree d’intervento.
La necessità di coinvolgere inizialmente tutti
gli operatori è determinata dal bisogno di
creare un ‘pensiero comune’ ed uno stile
di lavoro condiviso. Per il periodo successivo saranno
effettuati incontri di verifica mensili con i referenti
delle associazioni delle due aree d’intervento
(“sostegno alla genitorialità”
e “affido”) e i referenti del Comune.
Costi
Il costo degli incontri di monitoraggio sarà
determinato dal numero degli operatori presenti.
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