
Associazione Figli di Madre
Speranza
Via La Scagna, 7/B
Ravaldino in Monte
47100 Forlì (FC)
Tel. 0543.554484 - Fax 0543.554484
Codice Fiscale e Partita Iva 92052130405
Iscritta al registro al registro di cui alla L.R.
37/96 relativo alle organizzazioni di volontariato
con determina n°091 dell’11-10-2002 del
dirigente delle Politiche Sociali
Presidente e legale rappresentante: sig.ra Marinella
Cicognani
FINALITA’ DELL’ASSOCIAZIONE
L’Associazione si pone l’obiettivo di
fornire servizi a donne sole con figli che, sulla
base di una scelta di vita impegnativa qual è
quella di non abbandonare il proprio bambino e/o interrompere
la gravidanza, si trovano a vivere una fase della
propria vita difficile e bisognosa di sostegno materiale
e supporto socio-psicologico.
A tale scopo, si è avviata la ristrutturazione
di una casa, situata a Ravaldino in Monte, data in
comodato d’uso gratuito all’associazione
dalla sig.ra Cicognani. Tale struttura vuole costituire
un luogo di incontro e di accoglienza di natura comunitario.
Il progetto, ormai in fase avanzata, vede realizzare
al proprio interno 4 appartamenti autonomi e 1 appartamento
dove verrà inserita l’educatrice responsabile
della casa, oltre a spazi in comune per attività
di lavanderia, ritrovi conviviali, riunioni e di convegnistica.
La struttura si pone come finalità prevalente
quella di segmentare uno spaccato sociale che non
trova ancora una risposta organica nel panorama dei
Servizi attualmente esistenti sul versante del sociale.
Nello specifico mira ad accogliere quei nuclei monogenitoriali
che, avendo fatto una scelta di vita complessa per
i risvolti sociali che ne derivano, non trovano un
sostegno concreto ed in grado di offrire risposte
ai bisogni espressi.
L’altro pilastro sul quale regge l’impalcatura
progettuale è rappresentata dall’ampio
terreno coltivabile situato presso la casa. Su questo
andremo a sviluppare quel segmento di mercato relativo
alla medicina naturale, ritenendo strettamente interdipendente
l’ambito comunitario con l’assunzione
di responsabilità per la crescita professionale
di chi approda alla struttura.
ANALISI VALUTATIVA DEL TERRITORIO
E LAVORO DI RETE
Il primo passo, per la realizzazione del progetto,
è stato quello di condividere con le realtà
operanti i propri ambiti d’intervento. L’occasione
istituzionale è stata fornita dal tavolo di
coordinamento del terzo settore per le politiche a
favore dei minori istituito con la Legge nazionale
285.
L’aderenza delle finalità dell’associazione
con le esigenze del territorio è stata oggetto
di un un’approfondita analisi valutativa sia
di mercato e sia di offerta di servizi attualmente
operanti nell’ambito del distretto comprendente
i quindici Comuni del circondario forlivese: Forlì,
Forlimpopoli, Bertinoro, Meldola, Civitella di Romagna,
Galeata; S.Sofia, Premilcuore, Predappio, Modigliana,
Tredozio, Castrocaro, Dovadola, Rocca S. Casciano,
Portico-S. Benedetto.
A tale livello sono state condivise le specifiche
azioni perseguite dalle singole cooperative ed associazioni.
Dal confronto è emerso che carente è
l’offerta di un servizio in grado di accogliere
quei soggetti che, avendo effettuato un percorso di
recupero della propria vita, necessitano di un accompagnamento
per sviluppare appieno le proprie autonomie. In tal
senso è possibile inquadrare la struttura come
casa di accoglienza di 2-3 livello.
TIPOLOGIA DEGLI OSPITI E DELLE
PROFESSIONALITA’
L’ultimo elemento strutturale sul quale abbiamo
sviluppato il progetto è stata la valutazione
dell’organigramma interno in funzione della
tipologia di ospiti a cui mira il progetto.
E’ il nostro un target per così dire
“sano”, non con una matrice socio-antropologica
disturbata, ed esprime in prima istanza un bisogno
di sostegno al fine di dare ordine e rendere fattibile
un progetto di vita orientato all’autonomia.
All’interno della casa è prevista la
presenza di una équipe multidisciplinare in
grado di fornire supporto psicologico ed educativo
nei confronti degli ospiti, nonché consulenze,
giuridiche, pediatriche, necessarie per risolvere
le problematiche immediate.
Ricopre particolare importanza il percorso educativo
individualizzato incentrato sul rapporto genitore
– figlio così da potenziare le possibilità
per una crescita armonica reciproca.
Inoltre il percorso individuale si integra con quello
di gruppo, rappresentato dagli altri ospiti e dai
reciproci vissuti individuali (il mutuo aiuto), con
l’obiettivo di sviluppare un maggior senso critico
e maturare psicologicamente attraverso il rapporto
e il confronto comunitario.
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